ASD Grifone Gialloverde - Via Flaminia, 259 Roma
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P.I. 13928301004 - Matr. FIGC 945305

Sei tra i fondatori del Grifone Gialloverde. Come nasce l'idea di creare la Società e sopratutto su quali valori è stata fondata? Tutto nasce dal Corpo della Polizia Penitenziaria. Vi chiederete cosa c’entra la Penitenziaria? La Penitenziaria, tempo addietro, aveva fondato una società “l’Astrea” che nei primi anni di attività aveva addirittura raggiunto la serie C. La mia grande passione per il calcio mi spinse a realizzare un progetto simile anche nel Corpo della Guardia di Finanza. A differenza dell’Astrea, che, all’epoca, aveva solo la  prima squadra, il mio desiderio fu quello di partire dal basso ossia dai ragazzi (la prima scuola calcio di una forza di Polizia). La scintilla scoccò quando, rientrato a Roma e precisamente al Comando Generale, dopo un periodo di lavoro a Napoli, vidi, nel Comando uno splendido campo di calcio in erba naturale; lì capii che quella era la sede ideale dove poter cominciare. Senza ulteriori indugi io e un mio collaboratore, il Maresciallo Di Gristina, ci mettemmo all'opera. Subito si aggiunsero a noi, il Maggiore Antonio Di Martino, i luogotenenti Andreozzi, Greco e Capoccetti, i Marescialli De Rosa e Vinci.

I valori? I valori erano e sono intrinsechi al nostro status di militari, in primis il rispetto delle regole che nell’abito sportivo assume un significato ben più ampio, e, poi, il rispetto dell'avversario.

Dalla fondazione a oggi il club è cresciuto passo dopo passo, stagione dopo stagione. Oggi che realtà è il Grifone Gialloverde? E’ una delle Società più grandi della Capitale come numero di iscritti e ciò mi rende orgoglioso. Se mi volto a guardare il cammino effettuato rivedo i tanti sacrifici sostenuti. Molte sono state le intuizioni avute nel corso degli anni e tutte si sono rivelate fondamentali. La vera differenza l’ha fatta la preparazione dei nostri istruttori tutti appartenenti al Corpo e tutti qualificati F.I.G.C..

Solidarietà come valore centrale. Il percorso di responsabilità sociale della Società non è mai cambiato sin dai primi giorni, anzi è stato potenziato con raccolte fondi, iniziative benefiche, progetti e sopratutto risultati raggiunti. Qual è il valore che dà a tutto ciò il Grifone? Qual è il vostro impegno? Fin dalla nascita Il Grifone Gialloverde ha avuto uno spiccato senso di responsabilità sociale, riconoscendo nello sport un veicolo di sensibilizzazione, informazione, prevenzione, aggregazione e socializzazione. I valori che reggono la società sono il rispetto, l’etica e l’inclusione. Insieme alla missione sportiva, sin dal giorno della fondazione, abbiamo unito quella sociale, ponendo attenzione ai più bisognevoli,  organizzando eventi benefici per sensibilizzare l‘opinione pubblica e tutti gli addetti ai lavori su temi di importanza e rilevanza sociale. Ogni anno siamo protagonisti e promotori di iniziative che fanno della responsabilità sociale uno dei nostri più importanti traguardi da raggiungere.

Concludiamo con un po’ di amarcord. Puoi descriverci 2, 3 o 4 momenti legati al Grifone Gialloverde che ti sono rimasti nel cuore? Una partita, un progetto, un dirigente, un atleta, tutto ciò che vuoi. Quei momenti che ti sono rimasti dentro. I ricordi sono tanti e tutti scolpiti nel cuore. Dalla ricerca dei bambini che, credimi, non è stato facile! Ricordo l’estate del 2002 che ho trascorso, con disappunto di mia moglie, a convincere i pochi bambini che avevano dato una sorta di adesione o presso la piscina del nostro Circolo di Villa Spada a chiedere ad ogni bambino che incontravo l’età e se volesse far parte della nuova squadra della Guardia di Finanza che stava per nascere. Alla fine, compreso i miei due figli, arrivammo a 13 bambini.

Ricordo la prima partita, dopo esserci iscritti al campionato della Federazione Italiana Giuoco Calcio, riservato alle Società con pochi iscritti (campionato per tre annualità di nascita 1994/95/96), noi eravamo una di quelle, e i più piccoli erano i miei due figli gemelli nati nel 1996. Come dimenticare il primo grande successo con il raggiungimento della promozione nella categoria giovanissimi al massimo campionato per i ragazzi della Capitale, il campionato “elite”. Come Ti dicevo, il senso dell’aggregazione e soprattutto dell’inclusione erano in noi già molto forti sin dalle nostre origini, tanto da portarci a contattare le varie case famiglie, soprattutto quelle più vicine alla nostra sede, per poter dare la possibilità, gratuitamente, a quei ragazzi di frequentare il nostro corso di scuola calcio. Un pensiero particolare, ancora vivo nel mio cuore, va al primo ragazzo che giunse accompagnato da una suora, Kader, un bambino algerino, abbandonato dai genitori.Ricordo ancora quando chiedemmo l’autorizzazione alle suore che lo ospitavano per poterlo portare la domenica a pranzo con le nostre famiglie. Dopo Kader, negli anni a seguire, se ne sono aggiunti tanti e tanti altri. Questa probabilmente è una delle vittorie più belle del Grifone Gialloverde.